Analisi qualifiche: ecco dove si è preso la pole position Charles Leclerc

Analisi qualifiche: ecco dove si è preso la pole position Charles Leclerc

Charles Leclerc conquista la prima Pole Position del 2022, con Max Verstappen e Carlos Sainz che si sono fermati a poco più di un decimo. La F1-75 e la RB18 si confermano le vetture più complete e pronte all’avvio di questa stagione. Anche la Power Unit di Maranello conferma il grande balzo in avanti, permettendo non solo alla Scuderia, ma anche ad Haas e Alfa Romeo, di essere protagoniste in queste Qualifiche.

Valtteri Bottas domani si troverà a partire di fianco al suo ex compagno di squadra, Lewis Hamilton, in terza fila, mentre Kevin Magnussen è rimasto nella parte alta della classifica fino ad un problema al volante in Q2 che, probabilmente, lo ha limitato nel suo unico tentativo in Q3.

Come si sono comportate le nuove vetture rispetto a quelle della passata stagione?

Bene, seppur leggermente più lente del previsto per via del problema del porpoising che ha limitato, chi più, chi meno, tutte le squadre. Quest’oggi, Charles Leclerc ha fatto segnare una pole position con un crono di 1.30.558. Max Verstappen se l’era presa lo scorso anno con un 1.28.997. Quasi un secondo e sei decimi di distacco, ma con una mescola di svantaggio poichè Pirelli quest’anno ha portato in pista la C3 come mescola da qualifica mentre nella passata c’era la C4.

La maggior efficienza delle nuove vetture anche quest’oggi è stata mascherata da delle velocità in curva inferiori. La si nota maggiormente sui lunghi dritti, come il principale, dove c’è tanta distanza per recuperare la velocità inferiore di partenza.

Se andiamo a guardare i migliori settori, sorprendentemente (fino a un certo punto, sotto il perché) la maggior perdita percentuale la troviamo nel primo settore, dove Verstappen è passato da un 28.349 della passata stagione, ad un 28.970 (+2,2%) del 2022. Ad un incremento di velocità massima di 7 km/h in fondo al dritto principale, possiamo notare una perdita di 4 km/h in percorrenza di curva 1, che divengono 7 km/h in curva 4 e 5 km/h a fine del rettilineo dopo curva 3.

Nel secondo settore si passa ad un 1.2% di incremento del tempo, da 38.229 del 2021, ad un più lento 38.702, seppur questo possa essere considerato il settore più lento del circuito. Ciò può solo significare che le gomme 2022 offrono più aderenza di prima e hanno una minor tendenza al surriscaldamento con il passare delle curve poiché il carico aerodinamico è certamente molto inferiore tra le due generazioni di vetture. La veloce curva 6 è stata percorsa da Leclerc quest’oggi alla stessa velocità 2021, cosi come le due curve lente 8 e 10.

Nel terzo settore rimane un 1.2% di gap tra 2022 e 2021, passando da 22.419 a 22.707 secondi. La velocità massima sul rettilineo tra curva 10 e curva 11 diminuisce di pochi chilometri orari, cosi come quella in percorrenza di curva 11. Sono 6 i km/h in meno in curva 13 mentre l’ultima curva viene percorsa da Leclerc a 4 km/h in più rispetto a Verstappen 2021.

Dove hanno perso la pole position Verstappen e Sainz?

Quest’oggi ci sono stati degli importanti cambiamenti in termini di comportamento delle vetture rispetto all’analisi fatta solo ventiquattrore fa. La Ferrari F1-75 ha migliorato il suo comportamento in frenata e a centro curva. Se nelle seconde libere di ieri parlavamo di mezzo secondo perso da Leclerc in curva nei confronti di Verstappen, oggi la differenza è praticamente nulla.

Leclerc ha fatto un capolavoro in curva 6, percorsa a ben 7 km/h in più di Verstappen, Sainz e Hamilton. Ferrari si è confermata la più veloce in trazione e in generale nelle prime metà dei rettilinei mentre è uscita la maggior efficienza Red Bull nelle seconde parti dei dritti. Dei 4 decimi recuperati dal monegasco in rettilineo nelle PL2 di ieri è rimasto poco o nulla, sintomo che è stata presa la scelta di caricare maggiormente la F1-75 di Charles.

Sainz ha perso la pole position nella macro parte di pista che va da curva 6 a curva 8, dove ha lasciato un decimo e mezzo nei confronti del compagno di squadra. Verstappen invece all’ultima curva. In approccio a curva 14, era appaiato in termini cronometrici al monegasco della Ferrari, tuttavia, quest’ultimo ha fatto la differenza, percorrendola 5 km/h senza sacrificare troppo la fase di uscita visto che sul traguardo le velocità erano praticamente identiche.

Come mai Russell è cosi lontano da Lewis Hamilton?

Mercedes non ha deluso, si è confermata terza forza con un ideal lap, calcolato tenendo conto dei migliori settori dei due piloti, a mezzo secondo di gap da Ferrari e a quattro decimi da Red Bull. Un gap confermato a fine qualifiche da Toto Wolff.

La W13 ha lottato, seppur mitigandoli, con i problemi che l’hanno afflitta fin dai test e che ancora non è riuscita a correggere, relativi al porpoising. “La scorsa settimana sembrava che fossimo più indietro, abbiamo apportato alcuni miglioramenti per questo weeekend e ora siamo più vicini, quindi sono orgoglioso di ciò che abbiamo fatto” – ha detto Lewis Hamilton a fine qualifica – “Spero che faremo un altro passo in avanti la prossima settimana (in Arabia Saudita) cosi, a poco a poco, di avvicinarci a chi ci sta davanti” ha concluso. 

Quello che ha lasciato stupiti addetti ai lavori e tifosi è il gap rifilato dall’ex campione del mondo al suo nuovo compagno di squadra, George Russell. Un secondo tondo tondo. La causa? Quattro decimi sono stati persi con un errore in curva 1. Ma c’è di più. Stiamo parlando di un troppo rapido outlap effettuato, seppur concordato con la squadra, che ha compromesso la finestra degli pneumatici. “Oggi non è stato l’ideale per me, sono andato un secondo più lento nella Q3 rispetto alla Q2; con un solo treno di gomme fresche per la Q3, ho provato qualcosa di diverso nel mio giro di uscita e non ha funzionato”. Il forte pilota inglese ha effettuato un outlap 5 secondi più veloce del precedente. Un qualcosa confermato poi anche da Toto Wolff, che addossa alla squadra le colpe. “Gli abbiamo consigliato di spingere più forte nell’outlap ma questo gli ha creato problemi sugli pneumatici”, ha detto il manager austriaco. Una strategia che è costata al pilota inglese almeno 7-8 decimi secondo Shovlin.

Ferrari può vincere la gara domani? Da Mercedes che gara possiamo aspettarci?

Il favorito per la vittoria rimane Max Verstappen, secondo una fonte vicina alla squadra di Maranello. Lo ha confermato anche Charles Leclerc nel post qualifica, parlando di un vantaggio di passo della RB18 attorno ai 2 decimi. Tuttavia, un pensiero molto simile era nelle teste degli uomini della squadra italiana anche nel pre qualifica, smentito poi dalla grande prestazione di Charles Leclerc, con la prima fila di Carlos Sainz a pochissimi millesimi.

In gara le variabili diventano poi molteplici rispetto alle qualifiche. Domani ci si aspettano condizioni leggermente più calde rispetto a quelle odierne, il che andrà ad accentuare il già comunque sempre temibile degrado termico sul posteriore. Poi ci sarà la questione strategica, se arrivare in fondo con una o due soste. Anche i compagni di squadra di Leclerc e Verstappen contribuiranno a indirizzare la gara. Se uno dei due non avesse passo, si andrebbe a creare un pericoloso uno contro due che potrebbe spezzare gli equilibri.

Da Mercedes cosa possiamo aspettarci? “Domani abbiamo le nostre carte da giocarci con la strategia” ha fatto sapere un Lewis Hamilton comunque piuttosto realista e consapevole del fatto che, molto probabilmente, saranno Ferrari e Red Bull a giocarsi la vittoria. “Non siamo abbastanza veloci per vincere, ma lo sapevamo già in ingresso al fine settimana” ha concluso il sette volte campione del mondo.

Mercedes correrà per limitare i danni. “Vedremo come sarà il nostro ritmo di gara, potrebbe esserci qualche opportunità per Lewis se una delle Red Bull o delle Ferrari andrà in difficoltà” ha affermato nel post qualifica Andrew Shovlin. “Con George abbiamo un po’ di posizioni da recuperare ma è una pista dove è possibile” ha concluso.

Come mai Aston Martin e Mclaren sono andate cosi piano?

Con Alonso in Q3, insieme ad alcuni motorizzati Ferrari, come Bottas (Alfa Romeo) e Magnussen (Haas), e Gasly, le squadre che hanno deluso più di tutte sono Mclaren e Aston Martin.

Il team di Woking ha piazzato Lando Norris in tredicesima posizione mentre Ricciardo solo in diciottesima. Il direttore tecnico della McLaren, James Key, ha spiegato che una parte della perdita di performance delle MCL36 è da imputare ancora ai problemi ai freni. Non tanto in questo weekend, quanto nei pochi dati raccolti nei test effettuati la scorsa settimana che non hanno permesso di lavorare sull’assetto delle vetture, per estrarne il massimo potenziale.

Problemi di assetto anche in casa Aston Martin, dalla parte del box di Lance Stroll. “E’ un po’ una sorpresa questa brutta qualifica. Abbiamo apportato alcune modifiche alla vettura nelle terze prove libere e molto probabilmente siamo andati nella direzione sbagliata”. Il weekend del Bahrain è sempre piuttosto complicato poichè le prime e terze libere vengono corse con temperature dell’aria e soprattuto dell’asfalto molto più alte di quelle che le squadre incontrano poi in qualifica e gara. “La macchina si sentiva molto meglio in FP3 rispetto alle qualifiche. Ora dobbiamo scoprire perché” ha concluso il pilota canadese che ha chiuso in diciannovesima posizione, dietro addirittura a Nico Hulkenberg, pilota che sta sostitundo Sebastian Vettel, positivo al Covid.

Cosa possiamo aspettarci in termini di strategie?

Mario Isola ha già spiegato che Pirelli prevede due soste domenica. Non è cambiato niente. Sulla carta, secondo gli italiani, domani la strategia più veloce sarà su due soste. Una strategia one-stop è considerata dal costruttore italo cinese di pneumatici più lenta.

Secondo Pirelli, tutti gli pneumatici potrebbero essere utilizzati in una strategia a due soste, ovvero morbida, media e dura. In teoria, la strategia più veloce è usare due set di soft e uno di medium. Tuttavia, dei primi, nessuno si è tenuto due set di gomme morbide. Infine, c’è da ricordare che domani sarà scelta libera degli pneumatici in partenza per tutti e 20 i piloti.

Autore: Piergiuseppe Donadoni

Co autore: Paolo D’Alessandro