Brembo: “Ecco perchè in F1 molte squadre montano i nostri componenti”

Autore: Piergiuseppe Donadoni

Co Autore: Paolo D’Alessandro

Anche con la nuova generazione di vetture di F1, gli approfondimenti sono sempre incentrati su due macro aree: l’aerodinamica e la power unit (motore). Tuttavia, soprattutto con queste nuove e rivoluzionarie macchine ad effetto suolo, ci sono anche altre macro parti che sono state rivoluzionate, si pensi agli pneumatici e agli impianti frenanti. I secondi si adattano alle scelte effettuate in termini di grandezza delle gomme e quest’anno, essendo passati ai gommoni da 18”, c’era più spazio nel corner ruota per l’impianto frenante ed è per questo che la Fia ha ridefinito tutte le dimensioni del più importante e antico ‘sistema di sicurezza’ presente su una vettura di F1.

Durante il fine settimana dell’Hungaroring, Formu1a.uno ha potuto fare una lunga chiacchierata con Stefano Pavan, uno degli ingegneri di pista di Brembo Racing che forniscono il giusto supporto ai vari team nei weekend di gara. Il loro ruolo non è solo quello di fornire assistenza tecnica ma anche lavorare in modo importante sulla parte commerciale, pianificando i contratti, spesso annuali, la fornitura, nonché il lavoro di gestione e di manutenzione dell’impianto frenante. La struttura è piccola, se si pensa che sono solamente tre gli ingegneri, di cui solitamente due, a rotazione, sono in pista nei fine settimana di gara. Tuttavia, è ben gestita e soprattutto ha un ruolo molto importante, essendo il collante tra le squadre e i vari reparti di Brembo Racing presenti nella bergamasca.

Siamo oltre 12 mila nel mondo. In provincia di Bergamo, tra Stezzano, Curno e Mappello siamo in 3300. Abbiamo 5 aree business: equipaggiamento auto, moto, veicoli commerciali, aftermarket e performance racing. Nel gruppo Racing, che contiene tutto il personale che lavoro per il Motorsport (F1, Wec, MotoGP, Rally ecc..), ci sono circa 300 persone. La stragrande maggioranza di queste, lo scorso anno ha lavorato sulla F1 perché c’era da sviluppare un componente completamente nuovo. La loro gestione dipende dal mercato dove chiede di indirizzare le forze a disposizione” ci ha spiegato Daniele Bettini, Motorsport Media Relations & Communication Coordinator della casa italiana.  

Brembo: “Bene che il tender da fornitore unico sia saltato. Avrebbe limitato la nostra volontà di puntare sempre sull’innovazione.”

“Lo sviluppo dei freni 2022 è avvenuto in due parti temporali differenti poiché all’inizio c’era il tender e da lì siamo partiti.” ha subito affermato l’ingegner Pavan. In quel percorso di riduzione dei costi, che la Federazione sta tuttora portando avanti, era infatti ricaduto anche l’impianto frenante, con una completa standardizzazione e un fornitore unico scelto tramite una gara d’appalto (tender) che Brembo nel 2019 aveva vinto. Tuttavia, dopo pochi mesi, la Fia ha fatto un importante passo indietro, lasciando libere le squadre e i fornitori degli impianti frenanti di progettarsi impianti dedicati. “Chiuso il tender, da una parte il lavoro si è complicato perché al posto di avere componenti uguali per tutte le squadre, siamo dovuti passare a scelte diversificate. Dall’altra, si è invece semplificato perché avevamo già una base testata a banco. Tutte le squadre da noi fornite sono partite da quei componenti già pensati e provati ma se uno ora guarda la pinza tender e poi quella che ora utilizzano le varie squadre, sono completamente diverse“. Un lavoro complessivo che, secondo Brembo, è stato di un paio d’anni. 

Illustrazione Rosario Giuliana

Il fatto che il tender sia saltato, da un lato ci ha tolto la fornitura ‘unica’ a tutte le squadre, ma ci ha permesso di tornare a lavorare sullo sviluppo perché l’idea di Brembo è sempre quella di innovare per poter poi trasferire il know-how sullo stradale. Senza poter sviluppare, saremmo rimasti indietro” ha affermato Pavan. Se rimanere in F1 da fornitore unico era più una scelta commerciale che tecnica, con l’abbandono del tender ha ripreso forza anche la seconda motivazione, mai da sottovalutare e che fa parte del grande successo di Brembo nel Motorsport. 

Brembo: “Abbiamo lavorato molto sulla sicurezza. Ora stiamo pensando agli sviluppi in termini di prestazioni.”

L’azienda italiana fornisce direttamente 9 team del circus con almeno uno dei macro componenti tra materiali d’attrito (dischi e pastiglie) e parti idrauliche come pinze, pompe e Brake By Wire; si potrebbe dire tutte e dieci se si pensa che l’azienda italiana fornisce le pinze anche a Mclaren con AP Racing, azienda con sede a Coventry (UK) ma facente capo al Gruppo italiano. 

“Rispetto all’anno scorso, c’è stato un grande cambiamento sui nuovi impianti che sono stati riprogettati da zero. E’ stato un grosso lavoro e soprattutto c’erano tante incognite; per questo, nella parte iniziale della progettazione, abbiamo lavorato di comune accordo con le squadre per arrivare a delle stime e idee che ci avrebbero permesso di non avere problemi in pista”. Dopo 13 gare corse, non sono emersi grossi problemi lato impianto frenante e si sente una certa soddisfazione nelle parole dell’ingegner Pavan. Il colosso italiano ha optato per una strategia conservativa nel primo anno dell’ormai conosciuta nuova generazione di vetture. “Quando i regolamenti cambiano in modo cosi importante, la prima cosa da salvaguardare è la sicurezza. Prima di ottimizzare un impianto, era importante per noi far lavorare in modo sicuro gli impianti in pista, con determinati margini anche in caso di modifiche non previste, pressioni più elevate, coppie più elevate e altri parametri. Ci vogliono dei mesi per fare impianti di questo tipo e non potevamo avere un impianto non sicuro a febbraio-marzo” – ci ha detto l’ingegnere con un cognome tipicamente veneto ma nato dalle parti di Sarnico – “Adesso stiamo pensando allo sviluppo. Lato masse per esempio e cercando di ottimizzare il prodotto anche in termini di ventilazione con un lavoro più di fino”.

Illustrazione Rosario Giuliana

Brembo: “Il brand ci aiuta ma le squadre ci scelgono anche per altro.”

La massiccia presenza del colosso italiano in Formula 1 non è solo spiegata dalle elevate prestazioni dei loro impianti frenanti bensì le squadre scelgono Brembo anche per “il servizio all inclusive che offriamo” ci ha fatto sapere Daniele Bettini. “Un servizio che include molto cose come le tempistiche di progettazione, quelle di pagamento, il lato commerciale, il customers service, la disponibilità tecnica e non solo, oltre ad altro ancora. Ogni team ci fa richieste diverse all’atto della discussione del nuovo contratto che, solitamente, avviene nel primo semestre dell’anno precedente. All’interno dell’azienda abbiamo tutto ciò che alle squadre serve, che è una variabile importante in sede di decisione tra noi e i nostri competitors. Abbiamo inoltre un brand altamente riconosciuto che certamente ci aiuta molto ma non è tutto.” ha continuato l’italiano. 

“Lato perfomance siamo sempre riusciti a migliorare il prodotto nel tempo, questo anche grazie ad una importante area della nostra azienda ossia la parte di Ricerca e Sviluppo. In Formula 1 soprattutto, le cose cambiano molto velocemente, per questo dobbiamo rimanere sempre al passo, sviluppando per accontentare i team ma anche cercando l’innovazione nei prodotti.” ha affermato l’Ingegner Pavan. “In questa fase storica, stiamo puntando molto sull’investimento in materie prime e nuovi materiali nonché tanta tecnologia se pensate che in azienda abbiamo una macchina che crea i fori al disco in carbonio ‘pieno’ grazie solo ad un movimento circolare. E’ importante investire nella tecnologia per garantire livelli elevatissimi di qualità che le squadre valutano nelle tante visite alla nostra azienda”.

Questa è una parte della lunga chiacchierata, a cui seguirà un secondo e ultimo articolo.