Domenicali: “Gli Interessi Commerciali Non Hanno Influenzato la Decisione della Direzione di Gara”

Stefano Domenicali nega che gli interessi commerciali di Formula 1 abbiano influenzato le decisioni prese oggi dal Direttore di Gara Michael Masi.

Domenicali: “Gli Interessi Commerciali Non Hanno Influenzato la Decisione della Direzione di Gara”

 

Il Gran Premio del Belgio oggi si è concluso dopo appena tre giri – ma sarebbe sbagliato dire che siano stati di gara. 

Dopo una partenza rimandata ed un’altra sospesa prima ancora di essere ufficializzata – a causa delle terribili condizioni meteo che hanno reso il tracciato di Spa-Francorchamp impraticabile – i piloti sono stati rimandati ai Box da una bandiera rossa. Resteranno fermi lì per ben tre ore in attesa che il tempo migliori.

Alcuni, come in casa Ferrari, sfidano il proprio compagno di squadra ad una partita a scacchi (la Difesa Scandinava assicura una vittoria schiacciante per Leclerc), altri, come Vettel in visita dal “figlioccio” Mick Schumacher nel garage Haas, improvvisano due tiri con il pallone. Ricciardo fa partire la ola sugli spalti, Norris dorme, Gasly chiede delle salsicce.

A bordo pista, i Marshal giocano a bocce sotto la pioggia incessante. 

Alle ore 17 viene fatto sapere che gli Steward hanno deciso di fermare l’orologio per force majeure; il countdown per l’evento, iniziato alle 15, e ristretto ad una finestra di tre ore, si ferma. La Direzione Gara comunica che l’ora rimanente verrà fatta ripartire appena sarà possibile tornare in pista. A questo punto diventa chiaro che non vi sia possibilità di assistere ad una gara intera.

Questa è l’ora delle prime speculazioni. McLaren si apre in radio con Michael Masi, il Direttore di Gara, chiedendo precisazioni sui regolamenti riguardanti l’assegnazione di punti per gare non complete. Masi risponde citando l’articolo del regolamento secondo il quale il 50% dei punti sarà assegnato e la gara si intenderà come “conclusa” se il leader della gara completerà più di due giri, ma meno del 75% della distanza. Nel caso si riuscisse a completare più del 75% della distanza di gara, il punteggio diventerebbe pieno.

Questo sarebbe valido anche se l’intera gara dovesse svolgersi dietro una Safety Car

Diventa chiara da subito la strategia dell’organizzazione: fare in modo che la Safety Car torni in pista e, con lei, i piloti in fila indiana. Che poi, ovviamente, sarà esattamente come la gara inizierà e si concluderà: con tre bagnati, sofferti, lentissimi giri attorno al circuito, capitanati dall’audace Bernd Mayländer nella sua Mercedes Rossa. 

E poi, tanto per gradire, dritti in processione d’arrivo sul podio. Mica potevano mancare le bollicine?

Molte le polemiche prima, durante e soprattutto dopo questa “gara” dove ai piloti non è neanche stato concesso di lottare per le posizioni – e su quei “mezzi punti” che, a detta della stragrande maggioranza della griglia, sono “immeritati”. A tutti gli effetti, oggi si sono assegnati punteggi parziali in base alle qualifiche di ieri.

Lewis Hamilton, sul terzo gradino dello strano podio di oggi (con Verstappen e Russell), ha subito definito la gestione una “farsa”, chiedendo a gran voce il rimborso dei biglietti ai fan. L’insinuazione nelle sue dichiarazioni è chiara: oggi si è agito pensando più agli interessi commerciali che a quelli dello sport. La gara, a suo avviso, sarebbe dovuta essere annullata.

La risposta di Stefano Domenicali non si è fatta attendere. 

“Non è assolutamente vero,” ha negato subito il CEO della Formula 1. “Quando parliamo di gare, c’è una responsabilità che non può essere ignorata. Gli interessi commerciali non hanno nulla a che fare con la decisione della Direzione di Gara.”

“Per i fan è un peccato, perché è chiaro che tutti volessero vedere una vera gara. La voglia e l’intenzione di farla accadere c’era tutta; appena individuata una finestra utile, hanno provato a farla partire.”

Tuttavia la finestra si è rivelata essere piuttosto appannata, la pioggia insistente e anzi in fase di peggioramento – e subito il feedback dei piloti in pista, del tutto negativo, ha convinto Masi ad interrompere nuovamente la gara. 

“Nonostante la delusione per tutti,” commenta Domenicali, che appoggia la decisione della Direzione, “credo che dal punto di vista gestionale [quella di interrompere la gara] sia stata la scelta migliore da fare.

Alle critiche riguardanti il rimborso dei biglietti, l’ex Team Principal Ferrari risponde con una metaforica scrollata di spalle. 

Questa è una decisione che appartiene al promotore dell’evento – noi non vendiamo i biglietti, e purtroppo non controlliamo le condizioni meteo. Due giri o nessun giro, non fa alcuna differenza, avevamo già speso per l’evento.”

“I fan comprano il biglietto, ma se non ci sono le condizioni di sicurezza per gareggiare, noi non possiamo farci niente. Capisco la delusione, ma la sicurezza dei piloti e del personale per noi viene prima di tutto.”

Da grande fan delle corse, Stefano Domenicali si dice forse il più deluso di tutti dagli eventi di oggi. Tuttavia spera di poter trovare un accordo con i promotori per assicurare che i fan che hanno aspettato per ore sotto alla pioggia oggi a Spa ottengano qualche forma di rimborso. 

Certo è che questo Gran Premio – non così “Gran” e con solo “mezzo Premio” – ha lasciato l’amaro in bocca a molti. Si discuterà di questi mezzi punti (un non così gradito ritorno al passato della Formula 1) e della gara mai disputata per molto ancora – soprattutto se dovesse incidere sulle classifiche di fine stagione o, ancor peggio, la lotta per il titolo.

 

Classificazione finale:

[Da notare la nota che specifica che solo i risultati del primo giro siano stati presi in considerazione]

Classifica Piloti dopo il 12esimo round:

Classifica Costruttori dopo il 12esimo round:

 

Autore: Sara Esposito