GP Brasile – Hamilton (stra)vince ad Interlagos

GP Brasile – Hamilton (stra)vince ad Interlagos

Dopo un sabato di Sprint, proteste, squalifiche e rimonte, la domenica di São Paulo non potrebbe essere più calda. Se da un lato il confronto Mercedes-Red Bull infiamma la lotta al titolo, dall’altro il sole brasiliano regala temperature ben diverse da quelle della gara Sprint, mettendo in dubbio ogni pronostico sulla durabilità degli pneumatici.

La scelta libera della mescola di partenza favorirà i team nella formulazione della strategia di gara ideale, quantificata da Pirelli con una gara a due stop con avvio su gomma Media. Tutti difatti opteranno per la Pirelli a banda gialle, ad eccezione di Yuki Tsunoda su mescola Soft.

La griglia viene modificata oltre che dal posizionamento nella Sprint anche dalle penalità di Lewis Hamilton e Kimi Raikkonen; il pilota Mercedes dovrà ancora scontare 5 posizioni di penalità per la sostituzione del motore endotermico, mentre Raikkonen partirà dalla Pit Lane per aver cambiato la specifica della sua ala posteriore.

Dopo la cerimonia dell’Inno Nazionale, l’attenzione torna tutta sulle vetture: la partenza, ad Interlagos, è uno dei momenti chiave della gara.

Al via

Temperatura aria: 23°C
Temperatura asfalto: 56°C

La partenza di Verstappen dimostra che ieri nella Sprint non ci avesse davvero provato; aggressivo come al solito, ruba la scia a Bottas e chiude il sorpasso in Curva 1, mentre nell’altra Red Bull Sergio Pérez approfitta della situazione e chiude l’1-2 per il team austriaco. Dietro, lui che dalla Sprint aveva solo da migliorare, Leclerc parte bene e s’infila all’interno di Curva 1, dove sfila il compagno di squadra Sainz, partito dalla terza posizione ma non benissimo. Lo spagnolo pattina in partenza e viene saltato da Norris all’esterno, che però pecca di un eccesso di fretta nel chiudere il sorpasso; i due ex-compagni di squadra fanno contatto, e Norris fora la sua gomma posteriore sinistra contro l’ala anteriore di Sainz ed è costretto ad entrare ai pit alla fine del giro.

Senza fortunatamente aver riportato danni, Sainz torna all’attacco di Leclerc, superandolo nel complesso di Curva 2, per poi essere affiancato di nuovo dal monegasco sul rettilineo prima di Curva 4 – proprio dove due anni fa Vettel e Leclerc ci fecero disperare; i due della Rossa di oggi combattono fieri, ma mostrano gran rispetto. Leclerc alla fine ha la meglio, chiudendo il sorpasso e sfilando davanti al compagno di squadra in quarta posizione.

Hamilton, partito dalla decima piazzola, conquista tre posizioni nel primo giro. Autore di un bel sorpasso in Curva 6 sull’AlphaTauri di Pierre Gasly, il pilota Mercedes supera anche Sainz all’inizio del terzo giro. La velocità della Mercedes, anche senza DRS, è nettamente superiore rispetto a tutte le altre vetture in pista. Superata anche la Ferrari di Leclerc sul rettilineo di partenza, Hamilton è già dietro Bottas al quarto giro, e poi davanti dopo un ordine di scuderia.

Nelle retrovie, intanto, c’è contatto tra Stroll e Tsunoda; molti i detriti in pista, per cui viene chiamata una Safety Car al fine di permettere ai marshall di ripulirla. Nessuno nella top 10 ne approfitta per fermarsi – è ancora troppo presto; solo Russell si ferma per montare gomma Hard, così come Norris e Tsunoda che si erano fermati prima di lui. 

La Safety Car termina nel corso del giro 9; Verstappen, mago delle ripartenze, ne azzecca un’altra, ritardandola all’ultimo momento possibile. Leclerc prova subito l’attacco su Bottas, senza però riuscire a chiudere e finendo invece al bloccaggio, mentre nelle retrovie c’è ancora contatto – stavolta tra la Haas di Schumacher e Kimi Raikkonen, che causerà una VSC al fine di pulire nuovamente la pista da detriti. 

Inseguito da Hamilton, che non è riuscito a chiudere il sorpasso alla ripartenza, Sergio Pérez chiede a Red Bull di comunicare a Verstappen di dargli l’occasione di sfruttare il DRS per difendersi dalla Mercedes. Ciò non avviene, e difatti Hamilton sorpassa Pérez in Curva 1, con una staccata molto in ritardo – ma il messicano ricambierà il favore in Curva 4. Al giro successivo, tuttavia, non ci sarà storia: Hamilton trionfa su Pérez sul rettilineo di partenza, negandogli la possibilità di difendere.

Nella zona di mischia, le due Ferrari mantengono un distacco confortevole sulla AlphaTauri di Gasly, mentre Vettel tiene a bada Ricciardo che non riesce a superare l’Aston Martin per l’ottava posizione. Il degrado gomma è abbastanza alto per tutti i piloti su mescola Media, alzando notevolmente il ritmo di gara a partire da Verstappen, con Hamilton in inseguimento che notifica un surriscaldamento all’asse posteriore. 

Il primo a fermarsi nella Top 10 è Gasly, che al giro 26 monta mescola Hard. Hamilton si ferma immediatamente dopo insieme a Carlos Sainz; gomma Hard per Mercedes, Media per la Ferrari di Sainz, che differenzia la strategia su Gasly e riesce a mantenere la posizione sul francese all’uscita dai pit. 

Red Bull risponde ad Hamilton chiamando ai box Verstappen, che rientra insieme all’altra Ferrari; gomma Hard anche per Verstappen, che riesce a mantenere la posizione su Hamilton all’uscita dei box. Gomma Media per Leclerc, che torna in pista davanti a Lando Norris, frapposto tra le due Ferrari. 

Sainz supera Norris per rimettersi dietro al compagno di squadra, e così le due Ferrari serrano la lotta nel gruppo di mischia, distaccando Norris e Gasly e mettendosi a caccia delle due Alpine e Ricciardo che non hanno ancora effettuato sosta. 

Ocon e Ricciardo si fermeranno al giro successivo, ma troppo tardi per approfittare della Virtual Safety Car chiamata al fine di ripulire detriti sul rettilineo principale. Si ferma invece in tempo (dimezzato) Bottas, che monta gomma Hard e torna in pista in terza posizione dietro Hamilton. 

L’unico pilota che non si è ancora fermato è Fernando Alonso, che prova ad allungare per tentare la strategia ad una sosta; il degrado eccessivo ed il sorpasso subito da Leclerc lo costringeranno tuttavia a fermarsi, e così farà anche Norris al giro 38, scivolando nuovamente in diciassettesima posizione. Ferrari è l’unica vettura in pista ad aver scelto la mescola Media per il secondo stint, e dimostra buon ritmo e passo veloce che consentono ad entrambi i piloti della Rossa di aumentare il distacco dai rivali che li seguono. 

Davanti, Hamilton ha Verstappen nel mirino, ma le comunicazioni radio tra il pilota ed il suo team sembrano suggerire una lotta più di strategia; con entrambi destinati ad un’ulteriore sosta, Hamilton fa sapere che intende montare la mescola “opposta” a quella di Verstappen, per cercare il vantaggio competitivo nella fase finale o sul degrado o sulla velocità di una mescola più morbida. 

Come anticipato dal campione in carica, Verstappen si ferma per primo nel corso del 41esimo giro, montando un nuovo treno di Hard; Mercedes risponde fermando prima Bottas per la stessa mescola, che forzerà Red Bull a fermare anche Pérez. Hamilton si ferma al giro 44, ma Mercedes decide di metterlo sulla stessa strategia di Verstappen con la mescola più dura. Dopo una breve discussione via radio (condivisa da Bottas che crede che la squadra abbia gettato via un 1-2 facile non differenziando la strategia), Hamilton accantona il discontento e si rimette a caccia della Red Bull rivale marcando una serie di giri veloci che lo portano sotto al secondo di distacco. 

Al giro 48 Hamilton ha a disposizione il DRS per attaccare Verstappen sul rettilineo di partenza, ma il giovane della Red Bull riesce a mantenere la posizione. Il campione in carica ci riprova in Curva 4, ma viene “accompagnato” fuori pista dalla difesa ai limiti di Verstappen, che sarà notata dai commissari ma non investigata in quanto ritenuta lecita per assenza di contatto. 

Nella zona di mischia, arrivano due ritiri: prima Lance Stroll e poi Daniel Ricciardo per un problema alla sua Power Unit. Gasly si ferma per primo per effettuare l’ultima sosta e cercare in extremis di ricucire il gap su Ferrari, ma su gomma Media entrambi i piloti della Scuderia hanno staccato il gruppo e non avranno problemi a stare avanti una volta rientrati ai pit per montare l’ultimo treno di gomme Hard. Prima Leclerc e poi Sainz torneranno in pista mantenendo le loro rispettive posizioni, e continueranno a dimostrare grande superiorità di passo rispetto al resto del midfield, girando più vicini ai primi 4 di quanto gli inseguitori lo siano a loro. AlphaTauri conquista qualche punto su Alpine con Gasly, che su mescola Hard nuova riesce a superare sia Ocon che Alonso.

A dieci giri di distanza dal primo incontro/scontro (seguito da una discussione tra i Team Principal e Michael Masi), Hamilton e Verstappen sono pronti a danzare un altro tango in Curva 4. Al primo, Verstappen si muove più volte sul rettilineo per privare Hamilton della scia, e per questo gli sarà mostrata una bandiera bianca e nera. Hamilton tuttavia resta attaccato, e al giro 59 sempre in Curva 4 finalmente chiude il sorpasso e prende il controllo della gara.

La superiorità del passo della Mercedes si dimostrerà nel distacco che Hamilton subito riuscirà a frapporre tra la sua W12 e Verstappen; anche Bottas viene invitato ad attaccare la Red Bull dell’olandese, ma né lui né Pérez dietro sembrano in grado di avvicinarsi abbastanza per diventare una minaccia. A due giri dalla fine, Red Bull decide dunque di fermare Pérez per rubare il punto del giro veloce ad Hamilton – cosa che il messicano riuscirà a fare in tranquillità non dovendosi preoccupare del gap sulla Ferrari di Leclerc dietro. 

L’ultimo giro è quasi già una parata per Lewis Hamilton, che vince il Gran Premio del Brasile in grande stile, protagonista assoluto di questo weekend ‘ostacolato’. In seconda posizione Verstappen, che limita i danni tenendosi davanti a Bottas in terza. Pérez conclude la sua gara in P4, seguito dalle due Ferrari di Leclerc (che dopo la Sprint e la Qualifica “deludenti”, si è preso una bella rivincita morale) e Sainz, poi Gasly, Ocon, Alonso e, a chiudere la top 10, Norris che per il secondo weekend di fila porta a casa un punto solo. 

Grande prova di forza di Mercedes, che dopo le proteste di questo weekend (quelle attuate e quelle ancora in sospeso), torna ad avvicinarsi al titolo con Hamilton e rinsalda la posizione alla cima della Classifica Costruttori. Red Bull andava incontro ad un weekend che sapevano sarebbe stato difficile, ma che per un attimo dopo la squalifica dalle Qualifiche del venerdì di Hamilton, aveva dato speranze di vittoria. 

Ferrari (unico team della zona mista a non essere doppiata dalla Top 2 in gara) impeccabile nella strategia e nei pitstop (il più veloce in gara con Leclerc), e due piloti che quando conta ci sono sempre. Leclerc aveva commesso un errore nel Q3 al venerdì, e nella Sprint – penalizzato anche dalla scelta della gomma Media – aveva avuto difficoltà; tuttavia si è rifatto in gara già al primo giro, con una partenza decisa e la sua caratteristica determinazione nel confronto in pista con Sainz. Esce deluso dal weekend proprio lo spagnolo, che anelava alla Top 5 dopo essere stato davanti al compagno di squadra fino al sabato, ed aver ottenuto un’ottima terza posizione nella Sprint (valsa un punto aggiuntivo); purtroppo l’errore alla partenza gli è costato lo scontro diretto con Leclerc, da cui non è riuscito ad emergere vincitore. 

La Scuderia allunga così a 31.5 punti il distacco su McLaren nella Classifica Costruttori, con una terza posizione che ora è solo da difendere. Weekend sottotono di McLaren, che oggi poteva sperare di più su una pista che tende a ridurre i gap, ma che commette errori con un pilota (Norris) e purtroppo resta fuori dalla competizione per problemi di affidabilità con Ricciardo, portando a casa per il secondo Gran Premio di fila solo un punto.

Alpine e AlphaTauri rimangono pari a 112 punti grazie alla performance di Gasly, che dopo aver sofferto nella Sprint si riprende parzialmente in gara superando alla fine, aiutato anche da una strategia ben costruita a differenza dell’azzardo di Alpine, sia Ocon che Alonso. 

La lotta nella Classifica Piloti resta aperta in cima; il gap tra Verstappen e Hamilton torna a ridursi a 14 punti, mentre Bottas stacca Pérez di 25 punti. Norris, che sembrava inattaccabile ad inizio stagione, diventa “l’obiettivo numero 2” di Charles Leclerc, che si porta a solo 3 punti di distanza dalla quinta posizione, con Sainz che segue all’attacco per chiudere anche qui con una doppietta Ferrari nella categoria “Best of the Rest”.

La settimana prossima la Formula 1 volerà in Qatar per un Gran Premio su un circuito mai visitato prima. Con le incognite aggiuntive della sfida al Mondiale – così come quelle dei confronti ravvicinati nel resto della griglia – questo Triple Header non potrebbe rappresentare un preludio di finale stagione migliore.

 

Autori: Paolo D’Alessandro e Sara Esposito
Editing: Sara Esposito