Nuovo layout Abu Dhabi, le modifiche aiuteranno Mercedes?

Nuovo layout Abu Dhabi, le modifiche aiuteranno Mercedes?

Il GP di Arabia Saudita ha visto Mercedes conquistare la terza vittoria consecutiva con Lewis Hamilton; il sette volte campione è riuscito cosi ad agganciare a pari punti il rivale Verstappen con una sola gara al termine di questa intenso mondiale 2021 di F1.

Il binomio W12-Hamilton è stato il migliore di queste ultime tre gare, con un dominio in Brasile, un controllo a distanza in Qatar, e un tirato full attack in Arabia.

Il tracciato degli Emirati Arabi Uniti, nel quale andrà a svolgersi il round finale domenica, risulta essere abbastanza completo per la tipologia di curve da affrontare.

Le modifiche al layout, volte ad aumentare le occasioni di sorpasso, vanno più in direzione Mercedes W12.

Abbiamo visto quest’anno come la differenza di prestazione fra Red Bull e Mercedes sia molto legata alle caratteristiche del circuito, con la RB16B che riesce a fare la differenza su piste principalmente rear limited, con curve lente, di trazione e dove serve agilità.

Il nuovo layout di Abu Dhabi mantiene ancora le caratteristiche di pista ‘rear limited’ ma in maniera certamente minore.

Le modifiche introdotte sul tracciato emiro hanno di fatto rimosso la chicane dopo curva 4 e il seguente tornante, ovvero uno dei tratti più lenti del vecchio layout ma che inficiava nelle possibilità di sorpasso nel successivo rettilineo.

Modifiche simili anche nel tratto che riguardava il triplo cambio di direzione 11-12-13 e la curva 14, che sono state sostituite da un unico curvone e banking a sinistra.

In sintesi, con 270 metri e 5 curve in meno, le modifiche hanno aggiunto zone di percorrenza, togliendone di trazione, e Mercedes sicuramente potrà giovarne. La media in qualifica si alzerà tra i 15 km/h e i 20 km/h rispetto ai 210 km/h della pole 2020.

Mercedes conta poi di poter tornare ad utilizzare in modo aggressivo, a livello dell’Ungheria, anche l’assetto ‘variabile’ al posteriore, ossia quella capacità di abbassare fortemente il posteriore della W12 sui rettilinei per ridurre la resistenza aerodinamica.

Una nota positiva per il team di Milton Keynes è la gamma di pneumatici portate da Pirelli, con mescole C3-C4-C5. Le mescole più morbide funzionano meglio sulla RB16B, la quale riesce ad aumentarne la finestra di utilizzo rispetto a una W12 più funzionale con gomme dure e temperature più basse.

Con la situazione di parità di punteggio, Hamilton si presenta ad Abu Dhabi leggermente più favorito, vedendo le performance della sua W12 negli ultimi tre GP.

A San Paolo la supremazia di Hamilton su Verstappen era stata eclatante in virtù del Power Unit, con il nuovo ICE che aveva garantito 25 cavalli di potenza in più in una pista a 900 metri sul livello del mare.

L’overboost dato dall’ICE introdotto in Brasile si vede maggiormente in circuiti dove vengono utilizzate ali ad alta incidenza. Il tracciato di Yas, nonostante le modifiche, dovrebbe rimanere comunque tra il medio alto e l’alto carico, e vedremo configurazioni aerodinamiche simili a quelle di Losail.

Illustrazione Rosario Giuliana

Il circuito di Losail si sposava molto bene con le caratteristiche della W12, con curve da alta percorrenza e meno di trazione. Questo ha permesso al team di Brackley di risparmiare l’unità termica del Brasile per le ultime due gare di Jeddah e Abu Dhabi, essendo già favoriti dal design della pista.

A Jeddah il gap con la Red Bull non era stato così evidente come in Brasile, e in termini di perfomance le prestazioni che abbiamo visto in Arabia non discostano molto da quanto visto in Qatar.

Per Red Bull il lavoro sull’assetto svolto nel corso del week arabico ha visto Verstappen e Perez partire in FP1 con ala da medio-alto carico. Un’ala che, con molta probabilità questa ala verrà utilizzata anche ad Abu Dhabi, mentre Mercedes scenderà in pista con l’ala posteriore da maggior carico (a profilo rettilineo del mainplane).

Illustrazione Rosario Giuliana

Con l’endplate dell’ala anteriore danneggiato Lewis Hamilton è riuscito ad ottenere il giro veloce nelle fasi finali del Gran Premio di Arabia, pur avendo un danno che si stima attorno ai 4 decimi di secondo (al giro). Avrebbe portato il vantaggio nel giro veloce a 1 secondo rispetto a quanto fatto segnare da Max.

Illustrazione Rosario Giuliana

Il passo di Hamilton è stato mediamente più veloce di circa 1 decimo al giro rispetto a quanto mostrato da Verstappen ma certamente poteva essere superiore a questo valore.

Seguire Verstappen da vicino disturbava l’aerodinamica nel settore uno, nel quale la Red Bull riusciva sempre a guadagnare oltre mezzo secondo, salvo poi perdere tutto nei successivi due settori.

L’ala danneggiata non ha poi permesso di vedere il reale passo di Hamilton a pista libera, e l’inglese una volta al sicuro del giro veloce e della prima posizione si è messo in gestione del ritmo.

In qualifica il pilota olandese della Red Bull ha mancato la pole per l’errore di overdriving che lo ha portato a spingere troppo e a urtare il muro. La RB16B in modalità giro singolo aveva una perfomance superiore a Mercedes, seppur non del valore che Verstappen stava mostrando nel suo (super) ultimo giro del Q3 dove l’olandese era oltre al limite in ogni curva, partendo dal primo settore.

Il vantaggio della RB16B era quello di riuscire ad attivare meglio le gomme di mescola morbida. La W12 recuperava invece (molto) nei tratti rettilinei.

In ogni caso la gara della Red Bull è stata sostanzialmente in difesa rispetto a Mercedes. Lo dimostra anche la strategia attuata dal team di Milton Keynes, il quale ha voluto diversificare rispetto a Hamilton e Bottas sul primo pit stop.

Non fermare Max, quando i due alfieri del team rivale sono entrati per il doppio pit durante la SC, dimostra come Red Bull stesse cercando qualcosa di diverso sul fronte strategico per contrastare il passo gara della W12.

La ripartenza dopo la bandiera rossa con gomma gialla ha permesso a Max di essere più aggressivo, pur senza mai riuscire ad allungare su Hamilton. Verstappen di fatto non ha mai potuto gestire le sue gomme, che lo hanno mollato poi nella fase finale di gara. Bottas invece ha gestito le sue gomme medie su ordine del team, per poi attaccare nel finale Ocon.

Dopo il contatto con Hamilton, Verstappen ha subito un piccolo danno aerodinamico nella parte esterna del diffusore. Il suo ingegnere di pista Lambiase lo avrebbe poi invogliato a gestire il finale di gara, non spingendo e portando a casa la seconda posizione finale.

Autore e illustrazioni: Rosario Giuliana

Co Autore: Piergiuseppe Donadoni