Tra novità e incognite, la F1 si prepara al debutto a Miami

La F1 si prepara a sbarcare a Miami in un circuito da medio-basso carico. Attese velocità massime superiori ai 320 km/h con 3 zone DRS disponibili. Il circuito richiederà un giusto equilibrio per via delle numerosi curve lente e veloci. L'asfalto e l'assenza di dati saranno un incognita per i team, così come le alte temperature previste. Previsto l'anticipo di alcuni aggiornamenti per qualche team.

Autori: Paolo D’Alessandro & Piergiuseppe Donadoni

Miami è pronta ad ospitare il primo Gran Premio della sua storia. Gli organizzatori hanno lottato e lavorato molto per ospitare la F1, con dure contestazioni da parte dei cittadini che hanno provato a fermare l’evento in più modi, cambiando i piani originali che volevano una gara nel mezzo della città. La sede principale è divenuta così l’Hard Rock Stadium, la casa dei Miami Dolphins, il cui proprietario fa parte del gruppo che promuove l’evento dove si svolgono già grandi manifestazioni sportive, come il SuperBowl, ai quali non poteva mancare la Formula 1. Attese 240.000 persone nella tre giorni, con il tutto ormai già esaurito da giorni.

Formula 1 & Entertainment si uniscono ancora una volta negli States

Da quando Liberty Media è divenuta proprietaria del circus, il ‘mondo’ e, più in generale, il mercato americano ha acquisito sempre più importanza vista la vastità e la ricchezza rispetto ad altre zone – nella fattispecie Europa più che Asia – ed è per questo motivo che nel 2022 avremo due gare, mentre nel 2023 il numero salirà addirittura a tre, con Austin, Miami e Las Vegas.

L’intenzione di Liberty è quella di rendere l’evento uno spettacolo a 360°, che possa intrattenere il pubblico non solo durante le sessioni in pista ma anche nei minuti di sosta o nei giorni antecedenti con un connubio tra sport e spettacolo sempre più frequente. Un esempio è la cerimonia d’apertura con cui si aprirà il weekend che ospiterà molti ospiti internazionali, provenienti da realtà della musica, dello sport e del cinema. L’intenzione è di rendere l’evento di Miami uno spettacolo unico e di ricreare – e soprattutto migliorare – l’atmosfera che si è vissuta lo scorso anno ad Austin, con griglia e spalti piena di tifosi e celebrità. E anche la finta baia marina fa parte di questo spettacolo americano, che per molti potrà essere pacchiano, ma che ha lo scopo di ampliare il pubblico della F1; fino a questo momento, le decisioni prese da Liberty Media hanno spesso portato ad un successo sotto questo punto di vista.

Il CEO della McLaren, Zak Brown, non ha nascosto la sua eccitazione per questo evento, scomodando anche il paragone con il SuperBowl – evento che viene tenuto proprio nello stadio dei Miami Dolphins – per l’interesse e la mole di attenzione suscitata. “Sono in Formula 1 da diverso tempo ma non ho mai visto niente del genere. Sarà qualcosa di incredibile”. Un evento sempre più di caratura mondiale, con i piloti che sono stati protagonisti in questi giorni, ma anche nelle settimane e mesi passati, di interviste, ospitate in show televisivi americani e vari video promozionali.

Lunghi rettilinei e curve veloci, ma il carico aerodinamico non sarà da sottovalutare

Il nuovo Miami International Autodrome è lungo 5.412 km ed in totale presenta 19 curve di diversa tipologia, di cui 12 a sinistra e 7 a destra. Le zone DRS previste sono 3: rettilineo di partenza, tra curva 9 e curva 11 e quello principale tra la curva 16 e 17. Il circuito rientra nella categoria dei mediamente impegnativi per le i freni (valutazione Brembo 3su5). Quattro sono i punti di frenata, di cui 3 impegnativi, specialmente curva 17. Le vetture arriveranno alla fine del lungo rettilineo con una velocità di circa 326 km/h per passare, con una frenata di 2,8 secondi con 4,6 g di decelerazione in 131 metri, a 77 km/h. Nella gara di domenica i piloti dovranno percorrere la pista 57 volte.

Il circuito si presenta con caratteristiche da medio-basso carico ed infatti alcune squadre introdurranno degli adattamenti al circuito con ali da minor resistenza all’avanzamento possibile. Alcuni team, come ad esempio Alpine e Red Bull, hanno già sfoggiato ali posteriori molto scariche mentre altri, come ad esempio Ferrari, ancora non hanno fatto ricorso a questa tipologia di componente.

“A Miami avremo certamente un’ala posteriore nuova per adattarci alle caratteristiche del circuito che richiede un livello di downforce medio-basso. Siamo soddisfatti del livello di efficienza che il pacchetto può darci” aveva già rivelato Mattia Binotto nel post gara di Imola. Tutti sono in attesa dei primi importanti aggiornamenti per la F1-75, ma quelli arriveranno solamente in Spagna (seguendo il programma di sviluppo studiato a Maranello). Grande focus sul cercare di limitare il fenomeno del saltellamento che, in parte, sta limitando le prestazioni delle vetture italiane, anche se in maniera così importante e paragonabile a quello che invece sta fortemente colpendo la W13.


Un’incognita importante sarà rappresentata certamente dall’asfalto. Ogni nuovo circuito infatti non offre riferimenti alle squadre sulla rugosità e sul grip che questo può dare. A questo proposito si è espresso anche Mario Isola nel Preview pubblicato da Pirelli: “Quando c’è un nuovo circuito cerchiamo sempre di avere un approccio conservativo scegliendo mescole C2-C3-C4, anche se ci aspettiamo di avere un buon grip grazie al trattamento con acqua ad alta pressione svolto sull’asfalto”. Boss di Pirelli che pone inoltre l’accento sugli pneumatici di destra, molto sollecitati per via delle curve prolungate. A livello tecnico il grip dell’asfalto e le temperature potranno far cambiare la tipologia di circuito che naturalmente tenderebbe ad essere leggermente front limited o neutrale, ossia potrebbe presentare problemi di sottosterzo in caso le vetture si trovino a scivolare non trovando sufficiente grip dalla pista. Con un asfalto caldo sarà però importante anche non sottovalutare il posteriore, soprattutto perché dovrà lavorare con carichi inferiori rispetto ai precedenti appuntamenti e questo potrebbe aprire gap maggiori nel lento, mostrando ancor di più la bontà delle macchine. Attenzione anche alle possibili sconnessioni dell’asfalto e ai cambiamenti di pendenza del circuito.

I lunghi curvoni procureranno tanto stress agli pneumatici e sarà importante saper generare carico longitudinale, con vetture stabili precise in ingresso per poter poi scaricare energie a terra nelle fasi di trazione, cruciali visti gli importanti allunghi. A rompere il ritmo ci sarà una zona molto lenta, con diversi tornanti dove la vettura dovrà essere stabile per sopportare i cordoli. Sarà quindi importante trovare un equilibrio tra il carico aerodinamico utile alle tante curve, soprattutto quelle lente, e gestire gli pneumatici in gara con condizioni di caldo e la tanta efficienza aerodinamica per ‘volare’ sui numerosi allunghi di Miami.


Le Formula 1 vanno in spiaggia, ma attenti all’acqua (quella vera).

Ad accogliere il Circus ci sarà certamente il sole, con temperature molto alte. La Primavera si fa sentire negli Stati Uniti e la F1 deve prepararsi ad affrontare temperature dai 28° ai 32° nei prossimi giorni. Questa sarà un’ulteriore sfida per le nuove F1 che però grazie alle griglie di raffreddamento oggi presenti sulla nuova generazione di vetture, avranno un importante aiuto per far respirare i propri motori.

Un’incognita però rimangono i possibili scrosci di pioggia previsti, ad oggi, nella giornata di domenica che potrebbero rendere l’asfalto più scivoloso. Una situazione da monitorare.

I team saranno privi dei dati storici utili a ideare un setup base al simulatore. In loro soccorso ci sarà il ritorno al format classico, con tre sessioni di prove libere prima dell’entrata in vigore del regime di parco chiuso. Arrivare però in pista con una base già buona darà certamente un vantaggio a quel team che potrà lavorare maggiormente di ‘fino’. Alcune squadre anticiperanno parte degli sviluppi previsti per Barcellona.

La sede dei primi test invernali è infatti scelta da tutti per poter avere un confronto con la configurazione base delle loro vetture e – sfruttando la mole di dati già a disposizione – viene scelta come appuntamento ideale per portare grossi pacchetti di sviluppo.


Tra i team che sicuramente anticiperanno parte degli aggiornamenti a Miami (come anticipato nei giorni scorsi da Shovlin) c’è certamente Mercedes. Il team di Brackley è ancora alle prese con l’analisi del fenomeno del porpoising – che su questa pista potrebbe essere un fattore importante dati i lunghi rettilinei e le tante curve veloci, il vero problema della W13; a Brackley hanno lavorato molto per trovare una soluzione, anche grazie ad una raccolta dati ‘forzata’ durante questi primi appuntamenti stagionali. “Abbiamo trovato diverse soluzioni di sviluppo in fabbrica e a Miami condurremo dei test per capire se siamo sulla strada giusta” ha confermato poche ore fa Toto Wolff, Team Principal della Mercedes.

Sperimentare e avere delle prime risposte a Miami sarà utile per capire se la direzione presa, con gli ulteriori correttivi da introdurre a Barcellona, dove sarà possibile svolgere anche un compare con la prima specifica di W13 che soffriva meno il porpoising, sarà corretta.

Le caratteristiche del circuito sembrano sposarsi bene con quelle della RB18 e dell’Alpine, che fa dell’efficienza e dell’agilità il suo punto forte, soffrendo però di una certa mancanza di carico – che incide nel lento e soprattutto nella gestione delle gomme, mentre in qualifica l’extragrip degli pneumatici nuovi fanno sparire sto problema. La Ferrari proverà a rispondere con l’introduzione del pacchetto a basso carico e con la Power Unit numero 2 che potrà dare sfogo a qualche CV rispetto alla prima unità. McLaren spera di avere una conferma ulteriore dei progressi visti dopo il Bahrain, con anche l’Alfa Romeo che conta di poter essere ancora una delle prime forze della classifica sfruttando la PU del Cavallino e la competitività complessiva della C42. AlphaTauri e Haas potrebbero rifarsi sotto dopo il difficile appuntamento di Imola, nel caso riuscissero a trovare un miglior setup e non sbagliare anche nel lavoro in pista, con Simone Resta, DT della Haas, che nelle scorse ora ha parlato di una Haas da cui va ancora estratto il massimo potenziale visto che “rispetto ai competitors soffriamo un po’ nei tratti più veloci della pista”; sarà dunque un confronto interessante per loro. La Williams potrà sfruttare la sua efficienza in tutti gli allunghi della pista e provare a scoprire quanto potenziale effettivo rimane nella macchina, mentre Aston Martin, dopo una buona gara ad Imola, continuerà a collezionare dati e lavorare, in attesa di importanti aggiornamenti che cercheranno di dare una svolta al loro campionato.