Una scelta rischiosa alla base delle performance Mercedes

Una scelta rischiosa alla base (ma ben pensata) delle performance Mercedes.

Stiamo vivendo una stagione di Formula 1 pazzesca. Soli 6 punti a dividere Max Verstappen (1) e Lewis Hamilton (2), 36 tra Mercedes (1) e Red Bull (2), che gareggerà in America con il logo Acura invece del classico Honda sulle RB16B, e addirittura solo 7.5 punti tra McLaren (3) e Ferrari (4) mentre stiamo entrando nel sestultimo weekend stagionale.

Si corre ad Austin, in orari serali per noi italiani, dopo un anno di pausa a causa della pandemia di Covid-19.

Come in Turchia, l’asfalto sarà una variabile in più per team e Pirelli. Il circuito americano è costruito su un fondo argilloso, piuttosto mobile, ma che fino a sei stagioni fa non aveva creato grossi problemi di ondulazioni. L’alluvione che ha colpito il Texas nel 2015 ha accentuato però la ‘mobilità’ del fondo su cui era stato posato l’asfalto, generando profondi e fastidiosi dossi mai completamente risolti, come dimostrato anche in questo 2021 con il Gp della MotoGP corsosi qualche settimana fa.

Dossi che erano già un problema nell’ultima edizione corsa, due stagioni fa. “E’ la pista più sconnessa su cui abbia mai corso. Mi è venuto il mal di testa.” disse Lewis Hamilton al termine delle libere del venerdì

Foto Vance Facundo

Un qualcosa che potrebbe riaccadere anche in questa stagione secondo il campione del mondo sulle due ruote Marco Melandri: “La pista è proprio un disastro, ma lo era già nel 2015 quando ci corsi. Fa proprio pietà. Speriamo che abbiano i denti tutti sani e attaccati bene perché se no scendono dalle vetture senza denti.” ha esagerato il centauro di Ravenna. Sulla vettura di Leclerc Charles, dopo essere saltato pesantemente su un dosso, Ferrari ebbe addirittura un problema meccanico all’acceleratore nel 2019.

Per risolvere parzialmente il problema, nelle curve 2, 3, 4, 6, 10 e 14, l’asfalto è stato levigato come fosse cemento.

A causa delle restrizioni di viaggio dovute al Covid, Pirelli non sa cosa aspettarsi, sia dal nuovo asfalto, posato sul 40% del circuito, sia dai lavori di levigazione terminati solo pochissime ore fa. Da qui la scelta conservativa sulle stesse mescole di pneumatici utilizzate nel Gp 2019 ossia quelle centrali della gamma (C2, C3 e C4).

Aggiornamenti in una parte nevralgica della vettura per Mercedes in UK. L’obiettivo è quello di migliorare i flussi al posteriore.

Ad Austin, Mercedes ci arriva da favorita per quanto mostrato da Silverstone in avanti. I campioni del mondo, consapevoli che il solo e unico importante pacchetto di novità aerodinamiche non poteva contrastare lo strapotere Red Bull mostrato tra il Paul Ricard (Francia) e la doppietta austriaca, hanno fatto una scelta: puntare sulle performance a scapito dell’affidabilità, con possibili ripercussioni soprattutto per quanto riguarda il chilometraggio dell’unità endotermica.

I tecnici del team anglo tedesco credevano, e credono tuttora, che solo con un utilizzo aggressivo, oltre quanto preventivato inizialmente, della power unit ci poteva essere partita contro il binomio Verstappen-RB16B.

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Sacrificare una (Turchia) o addirittura due gare, se servirà, delle 13 rimanenti da Silverstone in poi per poter correre le restanti full power.

Le novità portate in pista tra aerodinamica e motore hanno garantito il sorpasso tanto sperato in termini di performance (medie) del pacchetto globale.

Austin è molto amica di Lewis Hamilton. Il sette volte campione del mondo è riuscito a vincere infatti cinque delle otto edizioni finora disputate. Tuttavia, Max Verstappen non si dà per vinto ed è consapevole della propria forza: “Siamo sempre stati competitivi negli Stati Uniti. Quest’anno dobbiamo convertirlo in una vittoria”.

Questo weekend torneranno a duellare ruota contro ruota, dopo due GP influenzati dagli arretramenti in griglia per gli attesi cambi di componenti dei rispettivi motori. L’ultima volta? A Monza e sappiamo tutti come è andata a finire.

Autore: Piergiuseppe Donadoni

Illustrazione: Rosario Giuliana